The lure of fascism

Historia magistra vitae: che cosa possiamo imparare oggi dalla nascita dei totalitarismi del XX secolo.

I see two particular dangers. The first is the most obvious: the increase in Right-wing authoritarianism. But I’m also worried about a growing tendency on the Left: the idea that, in order to regain majority support, it’s necessary to adopt nationalist polices. This might be true, but it’s also playing with fire. Some, with roots in the traditional Labour movement, seem to think that, as long as they support trade unions and pro-poor policies, they are on the side of the righteous – whatever else they believe – and that this grants them moral immunity from criticism. But we have seen this combination of views before. It was the starting point for both Mussolini and Mosley, and possibly even for Hitler.
An acceptable nationalism would have to be tempered by liberalism. It would also need to be held in check by democracy that strongly supports the rights of the minority. We should never accept the argument that the intermediate institutions of government and civil society are standing in the way of the will of the people. On the contrary, they must be supported and strengthened. This is our best chance of keeping the unthinkable unthinkable.
The lure of fascism – Aeon

Liberare gli oppressi

Il Potere ha capito che controllare con la repressione provoca la ribellione. Sicché ora punta tutto sull’altro strumento formidabile: l’ignoranza. E ha convinto gli oppressi che l’ignoranza è un merito.

Quelli che vengono oggi chiamati “populisti” e che a me sembrano solo sfruttatori e coltivatori dell’ignoranza per i propri interessi di autopromozione e potere, hanno annullato le ambizioni progressiste di dare a tutti le opportunità di conoscere e capire le cose, e di diventare così parte del “potere”, con una predicazione che ha raccontato e racconta a quelle persone una scorciatoia ingannevole e fallimentare: non avete bisogno di strumenti né di occasioni né di opportunità, andate bene così. Avete ragione, in quanto popolo, in quanto voi stessi. E se fallite, è colpa di qualcun altro, e dovete incazzarvi: non capire. Il populismo coltiva l’ignoranza delle persone e se ne serve proprio come faceva l’aristocrazia di un tempo. E gli oppressi di oggi – gli “oppressi della coscienza” – sono le vittime dell’informazione bugiarda e dei modelli culturali mediocri, che siano promossi da giornali, libri, programmi televisivi, musica, influencers, o eccetera.
Liberare gli oppressi – Wittgenstein

La conquista dell’America

Un articolo pubblicato ben prima della morte di George Floyd, ma sempre attuale. E destinato a restare attuale ancora molto a lungo, purtroppo.

Nella maggior parte dei casi i neri combattevano da soli. Ma non combattevano mai solo per se stessi. Le sanguinose lotte per la libertà del movimento per i diritti civili dei neri gettarono le basi di tutte le altre lotte per i diritti civili dell’era moderna. I fondatori bianchi degli Stati Uniti avevano stilato una costituzione non democratica che emarginava le donne, i nativi americani e i neri, e non avevano garantito il voto e l’uguaglianza a tutti gli americani. Le leggi nate dalla resistenza dei neri hanno invece liberato tutti e vietato qualsiasi discriminazione basata non solo sul colore della pelle ma anche sul sesso, sulla nazionalità, sulla religione e sulle abilità. È stato il movimento per i diritti civili, nel 1965, a portare all’approvazione dell’Immigration and nationality act, che modificò il sistema delle quote per gli immigrati, un sistema pensato per mantenere bianco il paese. Grazie agli americani neri, oggi gli immigrati di ogni colore provenienti da tutto il mondo possono entrare negli Stati Uniti e vivere in un paese dove le discriminazioni non sono consentite dalla legge.
La conquista dell’America – Internazionale

La manifestazione di neofascisti e gilet arancioni a Roma è un affronto alle vittime del Covid

Si diceva che ne saremmo usciti «migliori». Invece niente: la merda puzza, ché non sa far altro.

Se nessuno ha impedito quello scempio fatto di neofascisti suderecci e grotteschi forconi, che genere di richieste possiamo mai rivolgere ai cittadini perbene? Ancora e di nuovo, di colmare con la loro responsabilità i vuoti lasciati dalla politica più tossica e dal populismo più fuori di testa, una specie di grillismo in versione beta rimasticato dal peggio che arriva dai sottocanali degli aggregatori americani?
La manifestazione di neofascisti e gilet arancioni a Roma è un affronto alle vittime del Covid – Wired

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Salvini ha deciso che il Covid-19 non esiste più?

Costui una volta – nemmeno tanto tempo fa – era ministro dell’Interno. E in futuro sarà capo del Governo. Auguri.

In poche ore, rinunciando alla mascherina in mezzo all’assembramento romano, stringendo e abbracciando sconosciuti davanti alle telecamere e ridicolizzando uno degli strumenti messi a punto per combattere il contagio, Salvini ha insomma mandato all’Italia un messaggio chiaro: il Covid-19 non esiste. Non lo ha fatto nei modi espliciti à la Bolsonaro, certo, ma il succo non cambia. E che questo venga da chi guida il partito con più consensi in Italia è molto preoccupante, dal momento che varrà come un semaforo verde ad atteggiamenti e pensieri errati su una pandemia che ancora ci riguarda. È paradossale che chi da settimane si fa paladino dei sacrifici degli italiani sputi su quegli stessi sacrifici, con immagini che sono parse una beffa per chi ancora oggi agisce con tutte le precauzioni richieste, che siano cittadini nella loro quotidianità o commercianti con l’attività che va a rilento a causa del rispetto di distanziamenti da cui i sovranisti sembrano invece esentati.
Salvini ha deciso che il Covid-19 non esiste più? – Wired

Questo è il momento di costruire l’alternativa

Marxismo e individualismo sembrano incompatibili. E invece…

Questo è il punto che Marx ripete ancora e ancora e ancora: che la radice del vero individualismo, della libertà e dell’emancipazione, in contrapposizione a quella falsa che viene costantemente predicata nell’ideologia borghese, è una situazione in cui tutti i nostri bisogni sono curati attraverso un’azione collettiva, in modo che dobbiamo lavorare solo sei ore al giorno e possiamo usare il resto del tempo esattamente come vogliamo.
Questo è il momento di costruire l’alternativa – Jacobin Italia

La via di Damasco

Fa ridere. Tanto.

– Mi stai dicendo che le è bastato leggere il Corano per diventare musulmana?
– E che ti devo dire?! Sarà una che si fa coinvolgere dalle letture. Meno male che non le ho dato un fumetto di Batman altrimenti ci avrebbe fatto il culo a tutti e due
– Ma che razza di persona è quella che per abbracciare una religione le basta leggere un testo sacro?
– E noi come abbiamo fatto a diventare musulmani, scusa?
– Come tutte le persone normali scelgono la propria religione, ci è stata inculcata a forza da bambini.
La via di Damasco – Figures in action

Le sfide della disuguaglianza. Intervista a Thomas Piketty

Non solo lotta di classe, ma anche lotta ideologica: le riflessioni di Thomas Piketty.

L’idea generale è che viviamo in società molto istruite e abbiamo bisogno di una circolazione del potere di proprietà. L’idea che una persona che abbia fatto fortuna a 30 anni continui a 70 a decidere per centinaia di dipendenti è un’idea un po’ monarchica in economia, completamente strampalata. E si continua a ripetere questo modello come l’unico possibile, l’unico sistema. Tuttavia, non è affatto razionale. Penso che debba essere cambiato. Abbiamo esempi, come la cogestione che ho menzionato o le imposte progressive su redditi e successioni che pongono limiti alle grandi concentrazioni patrimoniali.
Le sfide della disuguaglianza. Intervista a Thomas Piketty – MicroMega