La coperta corta di Malthus

Un’analisi eccellente. Sconfortante ma eccellente.

«Ecco quant’è corta la coperta di Malthus. Ecco quanto è fallimentare l’ideologia ecologista. Per quanto furbi noi umani riteniamo di essere, non possiamo eludere le trappole della nostra stessa natura. No, non ci metteremo MAI a dieta demografica. Non decideremo MAI di produrre e consumare di meno.
Noi consumeremo tutto fino quando non lo avremo finito, e poi moriremo di fame. E vivremo sempre più a lungo fino a quando non la società non potrà più sostenere il sistema sanitario e pensionistico e moriremo per quello.
Non c’è nessuna soluzione dolce, nessun compromesso moderato, nessuna decrescita felice.
Ci sarà solo una decrescita molto, molto infelice.»
La coperta corta di Malthus – Lo Strano Anello

Tutti i complici del revenge porn

Lucido e razionale come sempre, Edoardo Lombardi Vallauri ci mostra che la sessuofobia si annida anche dove meno ce la aspetteremmo.

«Insomma, quando si parla di revenge porn non si è onesti se si punta il dito sui colpevoli diretti e si finge di non sapere chi sono tutti quelli che gli reggono il sacco, permettendo a questa pratica di essere l’orrore che è. Ognuno di noi che puntiamo il dito dovrebbe domandarsi se davvero non è complice dell’orrore. Cioè, se davvero è completamente libero, e completamente si astiene, da qualsiasi forma di screditamento del sesso. Di cui fa parte, in ultima analisi, anche ogni convinzione che il sesso debba avvenire solo all’interno di un legame impegnativo con una singola persona; cioè che il sesso sia una cosa non degradante solo se è riscattato dalla rinuncia al sesso con tutte le altre persone, e dall’amore.»
Tutti i complici del revenge porn – MicroMega

Suffragio universale

Io non so chi vincerà. Però so che la metà dei votanti americani ha votato per Trump. Lo aveva già fatto nel 2016. Però…

…però allora avevano almeno il beneficio del dubbio. Avrebbero dovuto capire, ma potevano dire: «Non sappiamo».

Stavolta però sanno. Sanno quanto sia fascista, razzista, bugiardo, narcisista, incompetente, arrogante. Sanno perché hanno visto. Eppure la metà di loro lo ha votato di nuovo. Quasi 70 milioni di persone.

Se neppure questo riesce a convincervi dell’assurdità del suffragio universale, io davvero non so che cosa dirvi. Se non che forse il problema siete voi.

E, prima di ridere dicendo «Quella è solo l’America», aspettate a vedere che cosa succederà in Italia al prossimo giro. Ché c’è poco da ridere, cazzo.

Rider (e non solo), De Masi: «Basta parlare di contratti, l’unica strada per i diritti oggi è il reddito universale»

Un mondo ideale nel quale gli esseri umani si siano emancipati dal lavoro. La fine della maledizione divina.

«Il bivio è questo: da un lato la cultura in un mondo con sempre meno lavoro; dall’altro una scuola che prepara le persone a un lavoro che non c’è più. La sfida, o il problema a seconda dei punti di vista, è come creare cittadini che, tra pochissimi anni, saranno consumatori senza essere produttori e, nello stesso tempo, saranno felici.»
Rider (e non solo), De Masi: «Basta parlare di contratti, l’unica strada per i diritti oggi è il reddito universale» – MicroMega

Covid e la fine del sogno americano

Intelligenti, dedicati, tenaci, instancabili, ma non furbi. Fosse solo un problema loro, pazienza. Ma purtroppo da loro dipende il resto del mondo.

«Ma dalle impressioni non potevo difendermi, le potevo solo archiviare. Poiché non sto iniziando un libro, anche se potrei, devo solo riassumere queste forti impressioni in uno sgomento – lo provavo allora e lo provo ancora adesso – davanti all’intensità con la quale gli americani riescono a credere. A credere in qualunque cosa e senza distinzioni di valore: nella loro eccezionalità, nella serie televisiva che stanno guardando, nel loro Dio fatto a loro strettissima misura, nell’ultimo prodotto che hanno visto pubblicizzato in televisione, nell’ultima causa che hanno abbracciato, nell’ultima teoria di complotto che hanno visto su youtube, nelle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e in Barack Obama che è un alieno venuto da Sirio. Avevo già formulato un giudizio, molti anni fa, ma l’avevo tenuto per me, perché non sono un ingrato. Gli Stati Uniti e le università per cui ho lavorato, a New York e a Houston, mi hanno chiesto molto, ma mi hanno dato molto di più di quello che avrei potuto avere in qualunque altra parte del mondo, Italia inclusa. Io non potevo e non posso che ringraziare tutti quelli con cui ho lavorato. Con quale autorità potrei permettermi di dire che per quanto ho capito io – e magari non ho capito niente, e se è così spero che qualcun altro capisca più di me – gli americani non sono molto furbi?
Intelligenti, dedicati, tenaci, instancabili, sì. Ma furbi, ecco, quello no. La furbizia è una dote mediterranea, viene dall’essere stati conquistati e dominati per secoli, dal sapere che non ti puoi fidare di nessuno, che sulla pubblica piazza lo puoi dire e lo devi dire, che tu credi nel tuo sindaco, nel tuo partito, nel tuo parroco, nella tua nazione, nel duce, nel presidente e nel papa, ma dentro le mura di casa tua la storia può essere ben diversa, e ti prepari ad affrontare le cose non importa chi vince. Non è una bella dote, la furbizia, e soprattutto chi è convinto di essere molto furbo non lo è per niente.
Il vero furbo è quello che sa benissimo di poter essere ingannato anche e soprattutto da se stesso, e non dà troppa importanza alle sue opinioni. È una dote brutta e cinica, ma ti aiuta a sopravvivere. Gli americani delle grandi pianure, del centro del continente, quelli che guardano con disprezzo a New York e a Los Angeles e si ritengono, solo loro, i veri americani, questa dote brutta e cinica non l’hanno mai imparata (e anche gli altri non la praticano molto bene), non ne hanno mai avuto bisogno perché non sono mai stati sconfitti.»
Covid e la fine del sogno americano – Doppiozero

La storia giudicherà i collaborazionisti

Un articolo lungo – tanto lungo – ma di grande interesse per i molti parallelismi che rivela.

E se invece l’unico antidoto, semplicemente, fosse il tempo? Un giorno gli storici racconteranno la nostra epoca e impareranno dagli eventi di oggi, così come noi scriviamo la storia degli anni trenta o quaranta. I Miłosz e gli Hoffmann del futuro ci giudicheranno con la chiarezza del senno di poi, e vedranno, meglio di come lo vediamo noi oggi, il percorso che ha portato gli Stati Uniti verso una storica perdita d’influenza, verso una catastrofe economica, verso un caos politico mai visto dopo gli anni della guerra civile. Forse allora Graham, Pence, Pompeo, McConnel e tante figure minori capiranno cosa hanno contribuito a provocare.
La storia giudicherà i collaborazionisti – Internazionale

The world should think better about catastrophic and existential risks

Non mi stancherò mai di ripeterlo: finché non li asfalta davvero almeno una volta, per gli umani una catastrofe non esiste.

Geomagnetic storms are one of a small set of events found in the historical and geological record that present plausible threats of catastrophe. Pandemics are another, giant volcanic eruptions a third. Seeing how well—or how poorly—countries are currently coping with the only one of these catastrophes of which they have prior experience raises the question of how they might cope with the others.
The world should think better about catastrophic and existential risks – The Economist

Contrordine, la gente è stupida

Non fa una grinza.

Questo per dire che il problema del fan trumpiano non è tanto il credere ciecamente alle stupidaggini che gli propina il suo idolo, quanto avere un cervello che non gli permette nemmeno di riconoscere una banale contraddizione logica all’interno dello stesso discorso, cioè un cervello la cui memoria si azzera ogni quindici secondi. In confronto la scheda elettronica di una lavatrice è Einstein.
Contrordine, la gente è stupida – In coma è meglio