{"id":350,"date":"2025-02-22T22:49:30","date_gmt":"2025-02-22T21:49:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.choamgoldberg.com\/?page_id=350"},"modified":"2026-05-10T21:17:36","modified_gmt":"2026-05-10T19:17:36","slug":"foto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.choamgoldberg.com\/?page_id=350","title":{"rendered":"Pu\u00f2 la fotografia aiutare la psicoterapia?"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2.<\/p>\n<p>Pu\u00f2, come qualsiasi altra attivit\u00e0 accompagnata da un atto di riflessione su s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>La psicoterapia \u00e8 stata l&#8217;esperienza pi\u00f9 importante della mia vita. La lezione esistenziale che ne ho tratto \u00e8: \u00abChiediti sempre &#8220;Perch\u00e9?&#8221;\u00bb. Ovvero: perch\u00e9 ho questi pensieri\/desideri\/gusti, perch\u00e9 compio queste azioni? Ogni mia scelta, se sottoposta a indagine, diventa un&#8217;occasione per fare chiarezza su me stesso, sulle mie ragioni profonde. Facendo chiarezza, acquisisco consapevolezza. E solo con la consapevolezza posso cambiare e smettere di soffrire.<\/p>\n<p>Ho iniziato a fotografare un po&#8217; per caso, molti anni fa, con un vecchio iPhone, applicando i filtri di Instagram. Ho ottenuto anche alcuni scatti pregevoli, nei limiti dello strumento e delle mie insignificanti competenze. Poi ho smesso: altri interessi, soprattutto altre preoccupazioni.<\/p>\n<p>Nel 2024 mi sono regalato una Canon entry-level: la EOS R50. Perch\u00e9? Non lo so. Una fase di cambiamento nella mia vita: nuovi interessi, nuovi scopi. Mi sono detto: \u00abProvo\u00bb.<\/p>\n<p>E ho provato.<\/p>\n<p>Stavolta per\u00f2 ho studiato. Ho studiato proprio bene: lo strumento, la tecnica, i generi. Ho studiato e ho pasticciato. Ho pasticciato tanto. Nel gran pasticciare, ho fatto anche alcune foto graziose. Talune pi\u00f9 che graziose. Foto delle quali ero molto orgoglioso. Oggi le riguardo e provo imbarazzo. Non per le foto, bens\u00ec per l&#8217;orgoglio di allora. Molto cringe, davvero.<\/p>\n<p>In quelle foto mancavano tante cose. Soprattutto mancavano un gusto, un progetto, un genere. Mi piacevano tante cose: la street, la still life, il ritratto, il panorama, il minimalismo. Cercando ispirazione, osservavo le foto di altri e mi piaceva un po&#8217; tutto e volevo imitare un po&#8217; tutto, senza trovare una mia strada.<\/p>\n<p>La prima epifania l&#8217;ho avuta quando ho scoperto la fotografia non realista, fino all&#8217;astratto. Ecco, quelle erano immagini che mi colpivano.<\/p>\n<p>Certo, lo scatto sulle Dolomiti all&#8217;ora d&#8217;oro \u00e8 spettacolare e mai e poi mai io sarei capace di imitarlo. Tuttavia, visto uno, \u2013 non crocifiggetemi, per favore! \u2013 visti tutti. Ho fatto scorrere sul monitor centinaia di immagini meravigliose di fiordi e montagne e foreste e cascate, ma anche di visi icastici all&#8217;altro capo del mondo. Meravigliose e soprattutto perfette sul piano tecnico. Ne ricordo al massimo quattro o cinque. Le altre anche boh.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Gusto, direi. Forse sono io superficiale, va&#8217; a sapere. Ma sono foto che, per quanto eccellenti, non mi parlano. Non mi toccano. Non mi scuotono.<\/p>\n<p>Poi, appunto, ho scoperto la fotografia non realista. Immagini volutamente imprecise, imperfette, sfocate. Anche fiordi e montagne e foreste e cascate e visi icastici, ma volutamente rovinati. Con il contrasto esagerato. Con i colori inverosimili. Con il fuoco sbagliato. E ho pensato: \u00abOh, cazzo!\u00bb. Finalmente un&#8217;emozione, una scossa. Era quello che volevo.<\/p>\n<p>Da cui la prima comprensione psicoterapeutica: la realt\u00e0 non mi garba punto cos\u00ec come \u00e8.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 ho cominciato a fotografare in quel modo: ICM, sfocature, filtri strani sull&#8217;obiettivo, sovrapposizioni. E i risultati mi piacevano. Cazzo, se mi piacevano. Finalmente producevo qualcosa che mi dava soddisfazione, che potevo mostrare ad altri senza vergognarmi. Infatti, anche di fronte a una critica, sapevo che cosa rispondere. Dietro ogni scelta stilistica c&#8217;era un pensiero consapevole.<\/p>\n<p>La seconda epifania l&#8217;ho avuta quando ho compreso quale caratteristica era comune a tutte le foto, mie o altrui, che mi emozionavano: il contrasto. Contrasto dapprima sia luminoso sia cromatico. Poi solo luminoso, quando ho compreso che soprattutto nel bianco &#038; nero mi riconoscevo di pi\u00f9. Tante mie foto erano caratterizzate da un contrasto intenso, oltretutto rafforzato in post-produzione: neri impenetrabili e alte luci esagerate.<\/p>\n<p>Da cui la seconda comprensione psicoterapeutica: io amo gli estremi. Del resto \u00e8 coerente con la mia vita. Io potrei essere solo comunista o fascista, ateo o bigotto. (Per la cronaca: sono comunista e ateo, ma questo non c&#8217;entra.)<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, ho trovato la mia cifra stilistica: irrealt\u00e0 e contrasto. E poi?<\/p>\n<p>E poi basta. What else?<\/p>\n<p>Invece no. Invece non si pu\u00f2 fotografare a cazzo la qualunque. Meglio: si pu\u00f2, ma rimane un&#8217;attivit\u00e0 cos\u00ec, un po&#8217; campata per aria. Ci sta, eh. Ma non mi basta. Non pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 adesso ho in cantiere un progetto. Quale? \u00c8 troppo presto per dirlo. Sar\u00e0 sempre troppo presto, finch\u00e9 non si sar\u00e0 definito anzitutto dentro me stesso. Ma ha gi\u00e0 un nome: \u00abLivid Doom\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Generi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/adobe.ly\/3Qt8rab\">Architecture<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/adobe.ly\/48ILCW3\">Landscapes<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/adobe.ly\/4tmRNXa\">Objects<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/adobe.ly\/4uumkDq\">People<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.choamgoldberg.com\/?page_id=516\">Dichiarazione d&#8217;artista<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.choamgoldberg.com\/?page_id=489\">English Version<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2. Pu\u00f2, come qualsiasi altra attivit\u00e0 accompagnata da un atto di riflessione su s\u00e9 stessi. La psicoterapia \u00e8 stata l&#8217;esperienza pi\u00f9 importante della mia vita. La lezione esistenziale che ne ho tratto \u00e8: \u00abChiediti sempre &#8220;Perch\u00e9?&#8221;\u00bb. 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